Dal fotovoltaico a biometano e biogas: la ricetta di Coldiretti per un futuro più «green»

LA SFIDA/3 12 set 2022

«Non c'è tempo da perdere. La situazione è allarmante e molto preoccupante, bisogna intervenire subito sui rincari dell'energia che mettono a rischio per le aziende agricole una filiera agroalimentare che dai campi alla tavola vale 575 miliardi di euro, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari». Sono le parole di Valter Giacomelli presidente di Coldiretti Brescia in riferimento all'esplosione dei costi dell'energia che stanno mettendo in ginocchio aziende e consumatori, nel sottolineare la necessità di un impegno diretto dell'attuale Governo per affrontare l'emergenza. Nel sistema agricolo i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre per i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. Il comparto alimentare richiede invece ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origine animale e vegetale, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro (8,6 Mtep). Si tratta di una bolletta energetica davvero molto pesante; e nonostante già da tempo Coldiretti abbia messo in campo, e continui a mettere in campo, iniziative volte allo sviluppo 4.0, la strada da percorrere è ancora lunga. Non per questo viene meno l'impegno dell'associazione agricola, il cui obiettivo per i prossimi anni fa parte dell'Agenda Brescia del gruppo Athesis, che mese dopo mese corre veloce verso il proprio obiettivo. E dopo aver verificato l'avanzamento dei primi progetti del Comune di Brescia (la piantumazione di 8.000 alberi entro fine anno) e di A2A per contenere gli sprechi idrici, ora ecco le azioni messe in campo da Coldiretti nell'ambito di Agenda 2030, ovvero l'attivazione di nuovi impianti di biogas, biometano e pannelli fotovoltaici attraverso incentivi nel Pnrr.

Questo è un percorso che parte da lontano. Il biogas e biometano sono una risposta agricola alla crisi energetica; con lo sviluppo del biometano agricolo Made in Italy «dalla stalla alla strada» è possibile arrivare ad immettere nella rete fino a 6,5 miliardi di metri cubi di gas green da qui al 2030 che rappresenta il 10% del fabbisogno della rete del gas nazionale, riducendo la dipendenza dall'estero e fermando i rincari che stanno mettendo in ginocchio le imprese. Ma, secondo Coldiretti, bisogna semplificare tutte le procedure e tagliare la burocrazia, puntando su bio economia circolare e chimica verde leggera anche per diminuire la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti spesso provenienti da Paesi terzi rispetto all'Ue. Il processo di produzione del biometano alimentato da scarti e rifiuti delle filiere agroalimentari mette infatti a disposizioni preziosi materiali fertilizzanti, ovvero digestato che contiene elementi quali azoto, fosforo e potassio ideali per i terreni.

«Le energie rinnovabili portano vantaggi economici a famiglie e imprese», precisa il presidente Giacomelli nel sottolineare che davanti all'emergenza energetica «abbiamo la necessità di dare continuità agli impianti di biogas indipendentemente da quando sono stati realizzati visto che non possiamo abbandonare un numero rilevante di strutture perfettamente funzionanti e cui basta dare un giusto incentivo per continuare a svolgere la loro attività».

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