di NICOLÒ VINCENZI

Green Corridor e nuovi combustibili È la linea del futuro dell’autostrada A22

21 ott 2022

¬ La linea del futuro è tracciata: entro il 2030 l’Europa vuole spostare il 30 per cento delle merci dalla gomma alla rotaia. Per ridurre la congestione del traffico stradale. E per abbattere le emissioni inquinanti in atmosfera. Un obiettivo che necessita però di un’azione corale, da parte di istituzioni e imprese. Autostrada del Brennero da sempre gioca da protagonista la partita per una mobilità sostenibile. E la proposta di finanza di progetto da 7,2 miliardi presentata a Roma ruota proprio attorno alla realizzazione di un Green Corridor, ossia di un’autostrada che vuol essere a emissioni zero. Per farlo occorre, tra le altre cose, investire in innovazione, in tecnologia, in combustibili innovativi, come l’elettrico e l’idrogeno. E sull’intermodalità, come Autostrada del Brennero fa fin dagli anni Novanta. Dal Brennero passano ogni anno infatti circa trentacinque milioni di tonnellate di merci su strada, meno di quattordici su ferrovia. Un rapporto sbilanciato, che rischia di affaticare l’arteria e i territori che attraversa, il cui benessere e vivibilità sono da sempre in testa alle priorità della Società. Per riequilibrare queste percentuali si guarda in particolare alla realizzazione del Tunnel di Base del Brennero, su cui Autobrennero ha investito in maniera decisa e importante. Lo snellimento dei transiti lungo il valico del Brennero sarà tuttavia efficace solo se di pari passo andranno al loro posto anche gli altri tasselli del grande puzzle della mobilità del futuro: la duplicazione della capacità ferroviaria sulla linea Verona Fortezza, l’estensione dell’alta velocità tra Verona Brescia e tra Verona Padova, oltre alla riqualificazione completa del nodo di Verona. Qui il protagonista è l’interporto Quadrante Europa, ma l’aumento della domanda di trasporto combinato renderà con ogni probabilità necessario incrementare l’offerta. E strategico sarà a quel punto lo sviluppo dell’hub intermodale di Isola della Scala, dove da tempo Autobrennero ha acquistato un terreno con questa finalità. Corre il futuro sulla rotaia, ma l’asse autostradale non rimane fermo al passato: decisiva, in questo senso, è la realizzazione della terza corsia tra Verona e Campogalliano e di quella dinamica da Verona a Bolzano. Un passo deciso in questa direzione è già stato fatto: un anno e mezzo fa il Cda di Autobrennero ha infatti approvato il progetto esecutivo del primo lotto della terza corsia. Un investimento da 138 milioni dedicato all’innesto tra la A22, la A1 e la Campogalliano - Sassuolo. L’intera operazione terza corsia per altro avverrà nel rispetto di tutti i canoni di sostenibilità ambientale, senza alcun consumo di suolo. E in chiave green vanno letti anche gli altri investimenti pianificati. Tra questi il potenziamento del progetto sull’idrogeno, ambito in cui la società è stata pioniera, dando vita, nel 2014 in collaborazione l’Istituto per Innovazioni Tecnologiche di Bolzano, al primo impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno pulito di Italia. Pulito perché per generare il rivoluzionario carburante utilizza solo l’acqua della centrale di Cardano. In otto anni di vita l’impianto ha permesso di percorrere oltre 3,1 milioni di chilometri emettendo come scarto dell’intera filiera solo vapore acqueo. E l’atmosfera, con 2,1 milioni di chilogrammi di anidride carbonica risparmiati, ringrazia. Senza stazioni di rifornimento però né vetture né tir a idrogeno avranno mai mercato: consapevole di questo Autobrennero ha varato un piano ambizioso, che prevede la realizzazione di altri cinque impianti di produzione o distribuzione. Uno di questi, nell’ambito del progetto Life Alps, sorgerà proprio a Verona Nord. L’attività che la società implementerà nell’ambito del progetto sarà un veicolo per estendere la fornitura di servizi a zero emissioni, contribuendo in tal modo a fornire un’infrastruttura, complementare a quella altoatesina, capace di garantire una rete di ricarica che incoraggi l'adozione di veicoli a emissioni zero, sia privati, sia pubblici, in diverse regioni europee.

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