di ALESSANDRO GATTA

Il «viaggio» della Tav da Brescia a Vicenza. Avanti la maxi opera. L’obiettivo sul 2026

21 ott 2022
La maxi opera del treno ad alta velocità sarà fondamentale per interconnettere l’intero nord-est al resto dell’Europa in una maniera migliore di quanto non lo sia già oggi: merci e persone saranno collegati in breve tempoLa «talpa» che è sbucata a LonatoVicenza:  come si configurerà il piazzale della stazione dei treni secondo il progetto definitivo della TavBrescia: così il possibile passaggio della Tav al Parco MaggiIl cantiere della Tav procede spedito La maxi opera del treno ad alta velocità sarà fondamentale per interconnettere l’intero nord-est al resto dell’Europa in una maniera migliore di quanto non lo sia già oggi: merci e persone saranno collegati in breve tempoLa «talpa» che è sbucata a LonatoVicenza: come si configurerà il piazzale della stazione dei treni secondo il progetto definitivo della TavBrescia: così il possibile passaggio della Tav al Parco MaggiIl cantiere della Tav procede spedito

Un percorso da 124 chilometri che al termine del suo cammino avrà attraversato 33 Comuni, 5 province e due regioni per un investimento complessivo ad oggi di 7,4 miliardi di euro, finanziati (anche) grazie ai fondi del Pnrr: è questo l'ampio fronte dei progetti (e dei cantieri) della nuova linea ad alta velocità e alta capacità che da qui ai prossimi anni - in esercizio, in parte, già dal 2026 - collegherà Brescia, Verona, Vicenza e Padova lungo la trasversale est-ovest Torino-Milano-Venezia. Sulla stessa tratta, ricordiamo, sono già operative la Milano-Treviglio, dal 2007, e dal 2016 la Treviglio-Brescia.

«La linea - spiega Vincenzo Macello, commissario di Governo per la Brescia-Verona e vicedirettore generale Network Management Infrastrutture di Rfi, gruppo Fs - rappresenta uno dei tasselli del Core corridor mediterraneo che collegherà i porti del sud della penisola iberica con il confine ucraino, passando per il sud della Francia, l'Italia settentrionale e la Slovenia, con una sezione in Croazia. Si tratta di un'opera fondamentale che consentirà di incrementare il trasporto delle merci da e per l'Europa e potenziare il flusso dei treni passeggeri in ambito nazionale. I vantaggi per il territorio, e non solo, sono importantissimi perché la nuova linea ferroviaria consentirà di liberare la rete convenzionale dei treni merci e lunga percorrenza, a tutto vantaggio dei servizi regionali che potranno così essere potenziati e migliorati. Al contempo, i treni ad alta velocità potranno percorrere la nuova linea, fino a 250 km orari, connettendo Brescia, Verona, Vicenza e Padova con una riduzione significativa dei tempi di viaggio». In tal senso, alla definitiva messa in opera si stimano fino a 100 treni in più al giorno e un risparmio di tempo fino a mezz'ora da Milano a Venezia.

E i lavori proseguono, eccome, i cantieri si stagliano a vista d'occhio ormai senza sosta dalle porte di Brescia fino alla città di Verona, ma ci sono già fronti operativi anche lungo il percorso che porta a Vicenza. Da ovest a est, ci sono più di 600 persone al lavoro sui cantieri del lotto funzionale Brescia Est-Verona: in tutto circa 48 km di cui 45,4 di linea ferroviaria e 2,2 di interconnessioni. Il general contractor dell'opera è il consorzio Cepav due, acronimo di Consorzio Eni per l'alta velocità, composto da Saipem (al 59%), Impresa Pizzarotti (27%) e Gruppo Icm (14%): i lavori sono commissionati da Rete ferroviaria italiana con l'Alta sorveglianza e la Direzione lavori a cura di Italferr, società del Polo infrastrutture del Gruppo Fs.

La luce in fondo al tunnel, nel vero senso della parola: l'attualità ci racconta del completamento della prima canna della galleria naturale di Lonato, sul Garda bresciano che porta il tracciato ferroviario (grazie al sottoattraversamento della A4) dal lato nord al lato sud dell'autostrada: la fresa Martina (una Tunnel boring machine di fabbricazione cinese lunga 150 metri, diametro di 10 metri e peso di 1.750 tonnellate) a metà settembre ha concluso lo scavo della prima canna (lunga 4.751 metri) della galleria che fa parte del «Sistema Lonato», l'opera più complessa e articolata di tutta la Brescia-Verona. Un «sistema» che si sviluppa con trincee di approccio e uscita (da 265 e 122 metri), cui seguono due gallerie artificiali (da 1.425 e 1.356 metri) e quindi le singole canne della galleria naturale, rispettivamente di 4.782 (per il binario pari) e 4.751 metri (quello dispari), per una lunghezza complessiva di 7.950 metri. Nelle prossime settimane la fresa verrà smontata e trasportata all'imbocco ovest della galleria per il riassemblaggio e lo scavo della seconda canna: i lavori alla galleria sono iniziati nell'autunno di due anni fa e affidati a Seli Overseas, aggiudicataria della gara a evidenza europea:« Le complessità incontrate - dice Aristodemo Busillo, direttore operativo di Seli Overseas - come il sottoattraversamento dell'autostrada con basse coperture, hanno richiesto di implementare soluzioni all'avanguardia. L'avanzamento medio è stato in linea alle attese: la produzione massima mensile ha raggiunto i 512 metri di scavo, un eccellente risultato in questo tipo di terreni».  

Il sistema di Lonato fa parte delle «principali opere» - così le chiama Cepav due - della tratta, insieme alle gallerie del Frassino (3.360 metri) a Peschiera, la galleria San Giorgio (3.708 metri) in territorio di Sona, i viadotti sui fiumi Chiese (337 m) e Mincio (320 m). Complessivamente verranno realizzati 4 viadotti, 15 cavalcavia, 4 gallerie naturali e 17 gallerie artificiali: il tracciato parte da Mazzano, in provincia di Brescia, dove un bivio assicura la separazione della nuova ferrovia dalla linea storica (affiancandola per 2 km). Successivamente, in corrispondenza del viadotto Chiese e in territorio di Calcinato, il tratto prosegue parallelamente alla A4: la linea Tav attraversa poi un tratto di rilevati che introduce alle gallerie di Lonato. Dopo aver attraversato le zone bresciane di Desenzano e Pozzolengo e superato i confini regionali, la ferrovia incontra altre gallerie a Peschiera e il viadotto che attraversa il fiume Mincio, proseguendo a Castelnuovo con tratti in galleria, trincea e rilevato: il tracciato, dopo aver incontrato la galleria di Sona, risale tornando in affiancamento alla A4. Negli ultimi chilometri, a Sommacampagna, il tracciato è di nuovo a fianco della linea storica connettendosi a questa al bivio di Verona Ovest. Tutto procede secondo i piani: «La realizzazione della linea è al 40% circa, in linea con il programma», ammette Franco Lombardi, presidente di Cepav due. «La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2025», conferma il commissario Macello. È notizia di poche settimane anche il primo finanziamento per la stazione Tav del Garda (a San Martino della Battaglia, frazione di Desenzano): il Cipess - Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, presieduto dal premier uscente Mario Draghi - ha stanziato 35 milioni di euro per la progettazione e la prima tranche di lavori. La nuova stazione del Garda dovrebbe costare 58 milioni di euro, da realizzarsi in 30 mesi: qui fermeranno i treni ad alta velocità che non transiteranno più sulla linea storica. Il progetto prevede la nuova stazione a un paio di chilometri dal casello autostradale di Sirmione (che è a San Martino), tra le località Armea, Pergola e Morone: alla stazione verrebbe affiancata anche una fermata per la linea storica, nuovi parcheggi e viabilità, una stazione per i bus, pista ciclabile e bike park.

Ma i cantieri come detto si stagliano a perdita d'occhio. Proseguendo verso est si scava e si costruisce da Monzambano (Mantova) a Valeggio, Castelnuovo e Peschiera: a San Giorgio in Salici (Sona, provincia di Verona) per la galleria naturale (scavata con metodo meccanizzato) sono stati scavati, per i due imbocchi, circa 600 metri. I cantieri Tav intanto sono arrivati anche a est di Verona, e oltre: in questo caso interessano il primo lotto funzionale Verona-Bivio Vicenza della Verona-Padova (suddiviso in tre lotti funzionali). Il primo lotto ha un valore di c2,5 miliardi, nell'ambito di un investimento di oltre 2,7 miliardi da parte di Rfi: la nuova tratta correrà per 44 km fino a Vicenza attraversando 13 comuni di cui 8 veronesi (Verona, San Martino Buon Albergo, Zevio, Caldiero, Belfiore, San Bonifacio, Arcole e Monteforte d'Alpone) e 5 in provincia di Vicenza (Lonigo, Montebello, Brendola, Montecchio Maggiore e Altavilla). Il general contractor dell'opera è Iricav Due, il Consorzio Iri per l'alta velocità (composto all'83% dal Gruppo Webuild e al 17% da Hitachi Rail Sts): la linea (anche questa ad alta capacità e alta velocità, massimo 250 km orari) inizia dalla stazione di Verona Porta Vescovo, per 3,5 km fino alla galleria artificiale di San Martino Buon Albergo, che permetterà alla ferrovia di sottopassare l'abitato e l'autostrada, risalendo per continuare fino al nodo di scambio nei pressi di Vicenza, punto in cui termina il tracciato del primo lotto e da cui partirà il secondo (l'attraversamento di Vicenza).

Sono tre i fronti di cantiere già operativi: Verona Est, San Martino Buon Albergo e Montebello Vicentino, con tanto di webcam live (su veronapadova.it) per i curiosi che vogliono conoscere in tempo reale l'avanzamento dei lavori. In città a Verona dalla seconda metà di settembre i cantieri sono entrati nel vivo: fino al 27 dicembre è prevista la chiusura completa del sottopasso di via Porto San Michele, con modifica della viabilità (fino al 23 ottobre) all'incrocio di via Unità d'Italia con via del Capitel; dal 9 ottobre al 9 dicembre chiusura a senso unico alternato del sottopasso di via Bernini Buri; dal 17 ottobre al 12 dicembre chiusura di via Serenelli; dal 24 ottobre al 27 luglio chiusura di via del Capitel e di due corsie su via Unità d'Italia; dal 17 novembre a fine anno chiusura parziale in via Campagnole; dall'8 gennaio al 28 marzo chiusura completa del sottopasso di via Bernini Buri. Appena abbattuto anche il cavalcavia dell'autostrada A4 nei pressi del casello di Verona Est, avviati da settimane anche i lavori per la costruzione del tratto della ferrovia per il passaggio dei treni a Caldiero. Nel cantiere operativo di San Martino Buon Albergo verrà realizzata una galleria artificiale di 1.900 metri, con trincee di ingresso e uscita, nuovi cavalcavia stradali, adeguamenti di corsi d'acqua e demolizione di fabbricati interferenti con l'opera. Nel cantiere di Montebello è già stato smantellato, ormai mesi fa, il vecchio cavalcaferrovia, che verrà ricostruito e ampliato.

L'obiettivo dichiarato è completare il primo lotto entro il 2026, ma nel frattempo si procederà con il resto dei lavori (4mila i tecnici e gli operai impegnati, tra diretti e indiretti, nei prossimi anni). Alla fine di settembre a Vicenza è stato presentato il progetto definitivo per il secondo lotto: 6,2 km che interesseranno i Comuni di Creazzo, Sovizzo, Altavilla Vicentina, Vicenza e Torri di Quartesolo. Per il terzo e ultimo lotto funzionale (da Vicenza a Padova) è in corso lo sviluppo del progetto definitivo, in due stadi differenti: per la tratta Vicenza-Grisignano di Zocco (12 km) il progetto è sviluppato a livello di studio di fattibilità, per la Grisignano di Zocco-Padova (16 km) il progetto preliminare è già stato approvato dal Cipe.

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