di MIMMO VARONE

Metro leggera fino ai Tormini: avanti piano

31 ott 2022
Un sistema simile a quello della metropolitana leggera realizzata in città potrebbe essere riproposto anche per collegare Brescia ai Tormini Un sistema simile a quello della metropolitana leggera realizzata in città potrebbe essere riproposto anche per collegare Brescia ai Tormini

Il prolungamento della metro ai Tormini chissà quando si farà, se si farà. Tuttavia lo studio di prefattibilità commissionato dalla Provincia all’Università statale di Brescia e ufficializzato nei giorni scorsi (131 mila euro più Iva), già muove i primi passi. Giulio Maternini, docente di Tecnica ed economia dei trasporti, con il suo staff, i primi giorni del luglio scorso ha avuto un incontro con i sindaci dei Comuni interessati dal tracciato e promette che prima di Natale sarà in grado di presentare una proposta sul tipo di sistema di trasporto da scegliere per andare da Rezzato a Tormini. Maternini per ora anticipa che non sarà né una metropolitana di tipo tradizionale, di quelle in grado di trasportare qualcosa come 50 mila passeggeri all’ora, francamente eccessivi per quella direttrice, e nemmeno un bus. Insomma sarà qualcosa di intermedio, che potrebbe assomigliare alla metropolitana leggera di Brescia. «Esistono diversi sistemi innovativi e li stiamo valutando – dice -. E’ uno studio davvero stimolante per le diverse soluzioni possibili e prima di Natale saremo pronti a consegnare il risultato». Certo è che qualsiasi tipo di sistema si sceglierà, sarà comunque necessario intercettare la domanda del Lago: solo questo può giustificare una metropolitana dalla città fino a Villanuova o a Tormini che si voglia.

Il bacino di utenza assicurato da Rezzato, Mazzano, Nuvolera, Nuvolento, Prevalle, Gavardo e Villanuova, i paesi lungo il tracciato, neanche con l’apporto dei Comuni limitrofi sarebbe sufficiente, e porterebbe a un rapporto costi/benefici tanto sbilanciato da risultare insostenibile. Dunque, ci vuole il Garda con il suo turismo. Arrivare fino a Salò, però, significa superare un dislivello di non poco conto, e le soluzioni dovranno essere per forza diverse: «Sappiamo che ci sono sistemi poco impattanti sul territorio e in grado di superare i dislivelli – precisa il professore -, ma per ora abbiamo approfondito poco la questione». A titolo di esempio potrebbe essere un impianto a fune già in uso in qualche città. Tra l’altro, in Italia c’è Leitner che è leader del settore, e oltre alle ferrovie costruisce mini-metro da 8 mila persone l’ora. Sono sistemi funicolari efficaci per tragitti brevi e in grado di superare grandi dislivelli con raggi di curvatura minimi e con veicoli che si muovono su ruote in acciaio o gomma, oppure scivolano su cuscini d’aria. Le soluzioni esistono, insomma, e per raggiungere Vestone dovranno essere ancora diverse. La nuova metropolitana, qualora si trovasse il miliardo di euro che ci vorrà per costruirla, oltre al problema del Lago deve risolvere anche quello della Valsabbia, penalizzata come il Garda nei collegamenti con la città e le autostrade, servite come sono dalla statale 45 bis e dalla Sp 116, pericolose e sempre intasate. I sindaci lo hanno fatto capire bene in occasione della prima riunione di febbraio, e lo staff di Maternini è impegnato a studiare il sistema migliore anche in questo caso. Altri step, tuttavia, sono prioritari: dopo la scelta del sistema per Tormini, Maternini assicura che nella primavera prossima, a marzo, sarà pronta la proposta di tracciato.

Come si sa, il percorso proposto è di circa 18,5 chilometri, parallelo alla 45 bis per sfruttarne il corridoio ed evitare frammentazioni territoriali. L’alternativa sarebbe rappresentata da un tracciato più prossimo ai centri abitati, che avrebbe l’indubbio vantaggio di un minore tempo di percorrenza da parte degli utenti di Nuvolento, Nuvolera, Paitone e Prevalle, ma farebbe lievitare i costi a causa della maggiore interferenza con aree urbanizzate. Al capolinea di Villanuova, nelle immediate vicinanze dello snodo viabilistico dove la 45 bis si divide nelle due direttrici verso il Garda e la Valsabbia, si dovrebbe realizzare un nodo di interscambio che dovrebbe accogliere, tramite parcheggio coperto, il trasporto privato e pubblico su gomma proveniente da entrambe le direttrici. Dopodichè Maternini annuncia per il prossimo luglio la consegna dell’analisi multicriteri costi/benefici: permetterà di scegliere con cognizione di causa sui diversi sistemi di trasporto possibili tra quelli proposti, in sede promiscua o propria, su gomma o ferro, con costi chilometrici, capacità di trasporto e via dicendo. Insomma, uno studio tanto dettagliato da somigliare a uno vero studio di fattibilità utilizzabile per la richiesta di finanziamenti.

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