di FABIO PETTENÒ

«Sicurezza stradale, possiamo fare di più Partiamo dai giovani»

27 ott 2022

Mobilità sostenibile fa rima con sicurezza ed educazione stradale, riduzione dell'impatto ambientale e creazione di adeguate risorse: sono questi i capisaldi della politica promossa dall'Aci di Brescia sul tema. Aspetti sottoscritti, curati e sviluppati dall'ente bresciano sotto la guida del suo presidente Aldo Bonomi. Il sodalizio di via Enzo Ferrari è da sempre in prima linea rispetto al miglioramento della conoscenza della materia, puntando nel contempo a indirizzare i giovani in modo che siano in grado di muoversi accuratamente con ogni mezzo e in ogni spazio, adattando ed impartendo linee guida nelle manifestazioni promosse sul territorio. Un lavoro intenso e difficile che si scontra però con le molteplici sfaccettature di un mondo che sa di dover cambiare ma che poco ha fatto, fino ad ora, per migliorarsi. In questo contesto si inserisce il desiderio dell'Aci Brescia: fungere da volano per la formazione delle nuove generazioni in grado di vivere una vita migliore, al passo con i tempi ed in piena sicurezza.

Presidente Bonomi, cosa significa per Aci Brescia mobilità sostenibile?
Quello che significa l’espressione stessa: diminuire l'impatto ambientale, economico e sociale generati dai veicoli privati. Allo stesso tempo significa creare un'educazione utile ad incrementare l'altra grande tematica, quella della sicurezza stradale divisa in sicurezza attiva intesa come comportamenti umani e quella passiva caratterizzata dalla presenza sulle vetture di dispositivi elettronici utili ad aiutare e in molti casi evitare incidenti.

Vetture elettriche e ibride: che idea si è fatto Aldo Bonomi?
Dobbiamo capire ancora bene il loro utilizzo e ciò che gli ruota attorno. Pensiamo alle vetture elettriche: ad oggi non c'è una valutazione in merito all'impatto ambientale partendo dall'inizio alla fine del ciclo di vita di una macchina. Numeri alla mano, le vetture full electric non rappresentano nemmeno l'1% del mercato. Appare più una spinta economica delle case automobilistiche che una vera alternativa. Inoltre il territorio nazionale scarseggia di colonne di ricarica, ad oggi non sufficienti. In alcune città si promuovono soluzioni innovative di mobilità sostenibile: filobus, trasporti intermodali, biciclette e monopattini; tutte importanti ma ritengo necessario favorirne la realizzazione e il corretto funzionamento. Per le biciclette vanno studiate piste ciclabili costruite in sicurezza mentre per i monopattini, visto il boom di questi tempi, servirebbe il patentino; a mio parere si tratta di veri e propri motorini per cui andrebbero usati indossando il casco e in appositi spazio. Anche lo sharing andrebbe implementato senza dimenticare il miglioramento dei manti stradali, spesso inadatti per alcun qualsivoglia di circolazione.

Che valore attribuisce l'Aci Brescia alla sicurezza stradale in termini di mobilità sostenibile?
La sicurezza stradale è il nostro tema chiave. Il problema è che non si parla mai di cultura della sicurezza stradale valida tanto per gli automobilisti quanto per gli altri utenti della strada. Non dimentichiamoci che ognuno di noi è pedone, ciclista e automobilista. In questi anni come Aci di Brescia ci siamo battuti molto su questo tema: sulla strada, in veste diversa, siamo sempre noi! Per questo ci rivolgiamo ai giovani, il nostro futuro, affinché possano essere il traino per un utilizzo migliore di mezzi e strade.

La preoccupa il dato degli incidenti stradali, tra cui diversi mortali, sulle nostre strade?
Sono dati allarmanti considerato il progresso fatto sulla costruzione delle auto. Molti degli incidenti stradali sono attribuibili alla disattenzione degli automobilisti e non al mezzo meccanico. La maggior parte dei sinistri accade perchè si usa il telefonino o dispositivi mobili durante la guida. Non posso certamente essere felice di questo dato. Sulla strada serve maggiore attenzione e soprattutto serve formazione: chi si mette al volante deve tenere alta l'attenzione, la concentrazione e la responsabilità.

Quali sono i progetti dell'automobil club cittadino per promuovere la mobilità sostenibile? 
 Abbiamo il dovere di informare e educare le future generazioni. Da qui nasce l'idea di entrare nelle scuole attraverso progetti promossi in collaborazione con il provveditorato e la Polizia. Anche durante le nostre manifestazioni sportive puntiamo moltissimo sulla sicurezza e spesso questo aspetto ci viene riconosciuto. Nella 1000 Miglia abbiamo volutamente inserito un parco macchine green, in costante ampliamento.

Alcuni modelli nel mondo possono fare scuola in Italia?
In Norvegia è già operativo l'innovativo progetto di Ampére: il primo traghetto elettrico al 100% nato da un concorso sulla mobilità sostenibile ideato dal ministero dei trasporti per collegare le città di Lavik e Oppedal. In California si stanno per svolgere i primi test sull'ambizioso sistema di trasporto iperveloce «Hyperloop» ideato da Elon Musk. Si tratta di un treno formato da capsule galleggianti su un cuscino d'aria pressurizzate contenute in tubi d'acciaio sospesi su piloni in cemento.

A che punto è Brescia nel processo di crescita in tema di mobilità sostenibile?
Molto si è fatto ma tanto si può ancora fare. Brescia ha già fatto molto costruendo la metropolitana. Ma servono altre connessioni per renderla maggiormente fruibile: la realizzazione di una linea trasversale. Sulla spinta di Milano-Contina, con gli altri Aci della Lombardia e in collaborazione con la Provincia di Brescia, abbiamo portato un progetto utile a migliorare le infrastrutture e la viabilità in tutta la regione. A breve avremo un incontro a Milano per provare a concretizzare queste idee.

Sarà possibile, secondo lei, il raggiungimento del traguardo delle «zero emissioni» nel 2050?
Si tratta di un traguardo difficile. Non credo sarà una certezza. L'importante sarà avvicinarsi a quel dato ma non ne sono convinto. Per raggiungere tale traguardo servono investimenti con costi iniziali di progettazione e programmazione elevati. Serve unità d'intenti in Europa e nel mondo con un coordinamento globale in grado di promuovere un cambiamento così radicale. Da soli non basta.

Quali ripercussioni sta creando la crisi mondiale?
Ciò che accade nel mondo sta rallentando il processo di svecchiamento del parco macchine. Il ringiovanimento è una necessità rispetto essendo l'Italia in difetto rispetto agli standard europei. Il ritardo nelle consegne, l'assenza di microcip stanno rallentando questo processo. In più c'è l'aumento dei costi ad ostacolare tale processo. E' un cane che si morde la coda: un parco macchine vecchio rappresenta più problematiche: meno sicurezza e più inquinamento.

In questo periodo al timone di Aci Brescia è soddisfatto degli obiettivi raggiunti in termini di sicurezza e mobilità sostenibile?
Non sono soddisfatto di quello che sono riuscito a fare. Le motivazioni sono diverse molte delle quali legate al fatto che, essendo l'Aci un'azienda pubblica, il tempo delle decisioni è molto dilatato. La nostra missione sarà quella di proseguire ed incrementare il tema della sicurezza in ogni ambito e sfumatura del nostro ente. Tra gli obiettivi all'ordine del giorno c'è la creazione della Fondazione Mille Miglia garantendo alla corsa più bella del mondo il riconoscimento di patrimonio dell'Unesco. Si tratterebbe di un passo importante per la città: io ci credo fortemente! Siamo a buon punto, e adesso manca davvero poco.

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