di M.Ven.

Trasporti, il recupero punta ai livelli pre-Covid

la nuova mobilità 29 apr 2022

 Una frenata inevitabile, dopo una corsa da 17 milioni di passeggeri in sette anni. Il trasporto pubblico della città ha risentito del lockdown del 2020, registrando un dimezzamento dei passeggeri nell'anno dello scoppio della pandemia da Covid: dai 58,2 miloni di biglietti timbrati su autobus e metropolitana nel 2019 si è andati sotto quota 30 milioni l'anno successivo, quando la quasi totalità dei bresciani è stata costretta a rimanere a casa per contrastare il dilagare del virus Sars-Cov-2. C'è stato un recupero nel 2021 (anche se i dati non sono ancora disponibili), ma non si è tornati ai livelli degli anni precedenti, con le restrizioni che si sono allentate ma sono rimaste.

Una vera frenata per il Tpl cittadino, che dall'entrata in funzione della metropolitana ha vissuto una stagione d'oro. Il 2012 è stato l'ultimo anno senza la metro e gli autobus trasportarono 41,4 milioni di persone. Dall'anno successivo, è stato un crescendo continuo, soprattutto grazie ai vagoni della metropolitana leggera, che nel 2013 (è entrata in servizio a marzo) ha ospitato 12 milioni di passeggeri, incrementando poi ogni anno (15 milioni nel 2014, 16 milioni nel 2015, fino a sfiorare i 19 milioni nel 2019).

Lo stesso vale per gli autobus: dopo un biennio 2013-14 di assestamento causati dalla metro, con un calo dei passeggeri da 41 milioni a 33-35 milioni, dal 2015 i passeggeri sulle «filo» sono tornati a salire, arrivando nel 2019 a 39,5 milioni, un dato non troppo distante da quello del 2012, quando la metropolitana ancora non esisteva. La salita si era registrata anche nell'ultimo anno prima della pandemia: sulla metro salirono 622 mila passeggeri in più rispetto al 2018, mentre per gli autobus il saldo fu positivo per quasi un milione di persone. M.Ven.

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