Di Natalia Danesi

A2A, futuro sempre più green Riflettori puntati sull’idrogeno

LA PRESENTAZIONE 23 lug 2021
Da sinistra il presidente di A2A, Marco Patuano, il sindaco Emilio Del Bono e l’amministratore delegato dell’utility quotata in Borsa Renato Mazzoncini Da sinistra il presidente di A2A, Marco Patuano, il sindaco Emilio Del Bono e l’amministratore delegato dell’utility quotata in Borsa Renato Mazzoncini

A2A punta a «rinnovare e rinsaldare il legame con il territorio di Brescia». Lo dimostra il valore generato nel 2020 tramite gli investimenti che hanno raggiunto la cifra di 157 milioni, la più alta dalla nascita della multiutility, e tramite gli ordini a 734 fornitori locali, a quota 225 milioni e in aumento rispetto al 2019. Il valore distribuito alla comunità è stimato a 449 milioni di euro. Allo stesso tempo, la società guarda con sempre maggiore attenzione al tema della transizione ecologica a partire dalla decarbonizzazione e dalle sperimentazioni sulle energie alternative. Gli accordi tra la multiutility, Snam, Ardian e Fnm consentiranno di sviluppare le potenzialità dell’idrogeno e di creare in Valcamonica la prima Hydrogen Valley Italiana: entro il 2023 sarà operativa nel Sebino e in Valle la prima flotta di treni a idrogeno e 40 mezzi di trasporto locale verdi saranno attivati entro il 2025 sulla flotta Brescia - Iseo - Edolo. Non solo. Come sottolinea l’amministratore delegato Renato Mazzoncini «stiamo lavorando anche all’ipotesi di un elettrolizzatore accanto al termoutilizzatore per produrre idrogeno green» che potrebbe servire tra gli altri le due maggiori acciaierie cittadine, Alfa Acciai e Ori Martin, per una parte dei loro processi produttivi. L’ad è intervenuto a Santa Giulia con il presidente Marco Patuano e il sindaco Emilio Del Bono alla presentazione del settimo bilancio di sostenibilità territoriale della multiutility che si snoda su tre parole: pianeta, persone, comunità. Sul fronte ambientale, complessivamente a Brescia nel 2020, è stato spiegato, è stata evitata grazie al sistema energia ambiente l’emissione di 905 tonnellate di anidride carbonica; sono stati venduti 577 GWh di energia verde e percorsi 2,3 milioni di chilometri ad emissioni zero grazie alla mobilità elettrica, mentre la raccolta differenziata media sui comuni serviti ha raggiunto il 76%, oltre all’impegno sul fronte della depurazione e del risparmio dei consumi di acqua. Come ha evidenziato Mazzoncini, il 100% dei rifiuti urbani è stato avviato a recupero di materia (76%) o di energia (24%), generando 567 GWh di energia elettrica pari al consumo di 210 mila famiglie, e 872 Gwh di energia termica pari al fabbisogno di riscaldamento e acqua calda di 57 mila famiglie. «Nessun rifiuto viene avviato a discarica, il che pone Brescia sulla stessa posizione degli stati più avanzati del Nord Europa», ha sottolineato l’ad. Rispetto al dibattito sul termoutilizzatore, il saldo dal punto di vista ambientale «è positivo - ha precisato Mazzoncini -: in alternativa, andrebbero utilizzate altre forme per la produzione di energia elettrica e termica più inquinanti. È aperto inoltre il cantiere per il potenziamento di recupero dei fumi dell’impianto (70 milioni l’investimento) che consentirà di servire altre migliaia di famiglie». Proprio nel 2020 - ha aggiunto - è stato abbandonato con anticipo l’utilizzo del carbone alla centrale Lamarmora; il piano di decarbonizzazione sarà ulteriormente implementato con la realizzazione di accumuli termici per il teleriscaldamento (serbatoi da 5 milioni di litri di acqua calda) alla Centrale Nord che porterà la capacità termica complessiva di Brescia a circa 550 MWh, oltre che di impianti fotovoltaici alla centrale di Lamarmora per una superficie di 1.500 metri quadri. Il progetto di decarbonizzazione prevede investimenti pluriennali per 105 milioni di euro che permetteranno di evitare 105 mila tonnellate di anidride carbonica e 15 mila tonnellate equivalenti di petrolio l’anno. Il bilancio di sostenibilità contiene anche elementi che riguardano la forza lavoro: nel 2020 i dipendenti sono arrivati a quota 2.301 con 1.197 persone in smart working; 150 le nuove assunzioni di cui 14% donne e 45% under 30. Se - come ha sottolineato il presidente Patuano - sul fronte della transizione ecologica «siamo ancora prigionieri di molte paure figlie della poca conoscenza», la sfida del futuro per Brescia e A2A è - secondo il sindaco - «coinvolgere la comunità con obiettivi idealmente condivisi ma non divisivi», valorizzando «la sinergia tra un pubblico efficiente e il privato che, come in questo caso, può dare buoni risultati».•.

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