Di Manuel Venturi

Autobus urbani, Brescia ha scelto: si va solo a metano

La nuova mobilità 25 mag 2021
Nuovi bus a metano di Brescia Trasporti in piazza Vittoria Nuovi bus a metano di Brescia Trasporti in piazza Vittoria

La prima sperimentazione è datata 1986: 35 anni fa, Brescia fu una delle prime città italiane a pensare all'utilizzo del metano per alimentare i propri autobus. La vera svolta arrivò nel 2001, con l'acquisto di 36 autobus a metano e la realizzazione di un impianto di compressione e distribuzione all’interno del deposito di via San Donino. Oggi, l'intera flotta degli autobus di Brescia Trasporti è alimentata a metano: dal 2018, tutti i bus cittadini viaggiano grazie al gas, mandando così in pensione gli ultimi modelli a gasolio. Il diesel ha dato l'addio definitivo nel 2020 (erano rimasti alcuni bus «di scorta» in via San Donino), quando il Gruppo ha lanciato 18 nuovi autobus a metano (12 sono marca Iveco modello Urbanway 12 m Cng e 6 sono marca Iia (Industria Italiana Autobus) modello Citymood 12 Cng), tutti dotati di tecnologie di ultima generazione, come schermi e sensori intelligenti. Dodici dei 18 nuovi autobus sono stati acquistati in totale autofinanziamento, mentre la restante parte è stata acquistata grazie a un cofinanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'acquisto dei 18 nuovi mezzi costituisce l’ultima importante tappa di un percorso di investimenti che negli ultimi anni ha visto una forte accelerazione: 20 nuovi mezzi erano entrati in servizio a settembre 2017 e altrettanti nel maggio 2018, grazie ai quali era stato possibile raggiungere l’importante traguardo di una flotta metanizzata al 100%: primo caso non solo in Italia, ma anche in Europa. Con quest'ultima operazione, gli autobus alimentati a metano nella flotta di Brescia sono oggi 184, e l’età media della flotta scende sotto i 9 anni, decisamente al di sotto della media nazionale (11,4) e lombarda (10,73). Per il 2021 sono previsti altri 19 mezzi, per ringiovanire ancora di più la flotta e garantire il massimo comfort possibile ai viaggiatori. Il risparmio, oltre a quello di natura ambientale (meno emissioni di Co2, ma anche minori emissioni acustiche e vibrazioni), è anche economico: l'utilizzo del metano consente a Brescia Trasporti di spendere 3 milioni di euro in meno. Ora la prossima sfida si chiama «biometano»: proseguono gli studi di fattibilità per far sì che a breve diventi la risorsa principale con cui alimentare i bus, e con cui creare una vera e propria economia circolare che parte dalla raccolta della frazione organica dei rifiuti solidi urbani per arrivare all'alimentazione dei mezzi del Tpl di Brescia. Il possibile utilizzo delle biomasse derivate dalla raccolta differenziata per la produzione di metano da impiegare sui bus è un progetto importante e ambizioso, che in Italia ha visto alcuni interessamenti e nessuna reale concretizzazione: Brescia potrebbe essere caposcuola nel Belpaese. A2A ha progettato un impianto per la produzione di biometano a Bedizzole, ancora in attesa del via libera della Provincia (che aveva respinto il primo progetto), e che a regime potrebbe arrivare a fornire il metano necessario per far circolare tutti gli autobus delle linee urbane con un significativo abbattimento delle emissioni.

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