Blockchain e bitcoin: la rivoluzione è già qui

11 ago 2021
Gli scambi di valore attraverso le nuove tecnologie porteranno ad una nuova rivoluzione digitale Gli scambi di valore attraverso le nuove tecnologie porteranno ad una nuova rivoluzione digitale

Il primato spetta alla parola «Bitcoin»: su Bresciaoggi, negli ultimi otto mesi, è uscita quarantotto volte. Al secondo posto c'è «Blockchain»: ventidue volte. Due termini che ormai sono nero su bianco nel dizionario della lingua italiana, oltre che di quella inglese. Ma quando il dizionario accoglie nuove parole significa che il cambiamento nella realtà è in atto da tempo. Di Bitcoin e blockchain si fa un gran parlare. Gli ultimi ad essersi accorti della loro esistenza, se non della loro importanza, sono stati i club di calcio e le leghe professionistiche. Eppure pochi - eccetto chi con questa mercanzia ci lavora o, buon per lui, ci guadagna - ne sanno davvero qualcosa. E allora: cos'è la blockchain? Cosa sono i bitcoin? In che modo queste tecnologie possono essere considerate green? Risponde - sintetizzando all'estremo un discorso per cui non basterebbero 100 pagine di giornale - Diego Ferri, co-fondatore di Looptribe, azienda di Brescia che, in linea con il motto della sua homepage, si «occupa di innovazione digitale». Primo termine da chiarire, la blockchain: «Di per sé è un insieme di tecnologie che esiste da una decina di anni - dice Ferri -. Un ambiente a blocchi per scambiare valore in maniera decentralizzata e senza entità centrali». In soldoni: scambiare valore senza che ci sia il controllo delle banche o del tradizionale sistema economico finanziario. «Il tutto si basa su un trust matematico: il sistema è protetto dalla crittografia che svolge la stessa funzione di una banca». Da qui al bitcoin il passo è breve. «Tutto nasce dopo il 2008, nel contesto della crisi finanziaria - prosegue Ferri -. Il bitcoin è una criptovaluta ideata da un anonimo, noto come Satoshi Nakamoto. Non si sa chi sia, non c'è un padre acclarato benché qualcuno inevitabilmente ci sia». Il bitcoin è stata la base, l'idea iniziale da cui si sono sviluppate tante altre criptovalute, tra cui le privacy coin («quelle che vengono usate dai criminali più accorti») e altre monete virtuali. «È un movimento di finanza decentralizzata, un sistema che potrebbe permettere, ad esempio, di avere prestiti online senza passare da banche, finanziarie o altro. Si possono scambiare token e monete. Posso fare scambi senza entità centralizzate o broker. Tutto questo sta permettendo di creare dei blocchetti che hanno l'idea di soppiantare la finanza tradizionale, le politiche monetarie, l'inflazione e quant'altro al fine di disintermediare del tutto la finanza». Una rivoluzione: «Naturalmente ci sono ancora delle forti resistenze, ad esempio sulla tassazione. Finché mi muovo nel criptospazio non sono tassato e c'è chi sostiene che mai nessuno mi debba tassare. Ma nel momento in cui voglio convertire ad esempio i miei bitcoin in euro viene emesso un bonifico e le cose possono cambiare». La sicurezza della rete stessa - ad esempio nel caso dei bitcoin - è nelle mani… della matematica. «Per ottenere una ricompensa in bitcoin bisogna fare “mining” - un termine che si riferisce al gold mining, l'estrazione dell'oro -. Il principale metodo per fare mining è attraverso il consenso “Proof of work”, cioè dipende dalla potenza di calcolo di appositi computer dedicati. Si chiamano ASIC e consumano moltissima energia: uno costa 5mila dollari e consuma sei 6kWh di elettricità. Per questo, da qualche tempo, il settore si è interessato alle rinnovabili. A El Salvador, dove i bitcoin sono stati introdotti come seconda moneta di Stato, l'energia per il mining viene ricavata dall'energia dei vulcani. Chi ha migliaia di ASIC cerca di posizionarsi in luoghi dove può beneficiare dello spreco di energia elettrica. Credo che una parte significativa del mining venga prodotta oggi attraverso rinnovabili». È quindi uno stimolo a investire nel rinnovabile: «L'alternativa è il consenso “Proof of Stake”: non è più la capacità di calcolo a darmi accesso alla rete ma uno stake, un capitale. Se valido transazioni non corrette una parte del mio capitale viene bruciata. Questo è importante perché Ethereum, una delle principali criptovalute, sta lavorando alla fase due: la nascita di una rete PoS che potremmo definire green».•

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