Report «CittàMEZ» Brescia terza città in Lombardia per mobilità a emissioni zero: «Ma c’è ancora da fare»

07 lug 2021
La metropolitana leggera di Brescia La metropolitana leggera di Brescia

Milano si conferma la capitale della mobilità a emissioni zero, grazie ad una offerta di trasporto pubblico in gran parte elettrica, mentre Brescia insegue da lontano. È quanto emerge dal report realizzato da Legambiente e da Motus-E «CittàMEZ», mappatura della mobilità a emissioni zero nei capoluoghi di provincia. Brescia, dopo Milano e Bergamo, è terza tra le città lombarde nella nuova mobilità emissioni zero, grazie alla principale linea di metropolitana. «Purtroppo, nessuna evidenza di importanti piani di elettrificazione di autobus o nuove linee ferroviarie – sottolinea il rapporto -. Contrariamente a Bergamo, c'è una scarsa propensione allo sviluppo di nuovi servizi di sharing mobility, a parte il piccolo car sharing di E-vai, non si va oltre ad un dignitoso servizio di bike sharing». Per quanto riguarda i mezzi privati, il capoluogo bresciano rimane in testa (con Bergamo) per numero di auto ogni 100 abitanti (62), contro le 49 di Milano. Ma Brescia, che ha scelto la via del metano per alimentare la propria flotta di autobus, rincorre nel campo della «sharing mobility elettrica», con due mezzi ogni mille abitanti contro i 15 di Bergamo e i 20 di Milano. E anche a livello di mobilità privata, il capoluogo è indietro in confronto ai «vicini», con lo 0,4% di auto elettriche sul totale circolante (percentuale doppia alla media nazionale), contro lo 0,5% orobico e lo 0,8% meneghino. E, sebbene il numero di auto elettriche sia comunque superiore a quello di Bergamo, le colonnine di ricarica in provincia sono di meno: nella Bergamasca se ne trovano 240 (per 489 punti di ricarica), nel Bresciano sono 215 (455 prese), mentre Milano fa la parte del leone con 482 colonnine per 1.189 prese. «A Brescia si riscontrano pessimi indicatori di inquinamento e relativi costi sociali: oltre 2 mila euro pro capite all’anno; ma Milano fa peggio con 2.834 euro - prosegue il rapporto -. Oltre alla ZTL e alle isole pedonali in centro, si spera che proseguano le politiche di ridisegno delle strade e dello spazio pubblico urbano: nuove strade a 20 e a 30 all’ora, nuovi percorsi ciclabili per bici e monopattini e le zone scolastiche. Contiamo anche in una nuova politica della sosta, più attenta alla consegna delle merci, alle bici e monopattini». «Per sconfiggere l’inquinamento è urgente promuovere una mobilità cittadina a prezzo contenuto e a emissioni zero entro il 2030» segnala Andrea Poggio, responsabile mobilità di Legambiente, mentre Francesco Naso, Coordinatore Tecnologie Mercato e Ambiente Motus-E, commenta: «La trasformazione della mobilità urbana è un pilastro imprescindibile, non solo della transizione ecologica, ma della nostra salute».•.

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