Una matrice bresciana per la nuova criptovaluta che sostiene progetti di rigenerazione green e dell’ambiente

14 lug 2021
Sostegno con CfER per progetti di rigenerazione ambientale Sostegno con CfER per progetti di rigenerazione ambientale

Il quadro di riferimento è (purtroppo) a tinte fosche: solo in Italia si contano 12.482 siti ambientali a rischio, di cui 58 considerati di «livello nazionale» con «grave rischio sanitario». Nasce da qui l'idea (anche bresciana) di una criptovaluta per salvare il pianeta: niente Ethereum e Bitcoin ma CfER, acronimo di Coin for Enviromental Regeneration, una nuova moneta elettronica che servirà a finanziare progetti di rigenerazione ambientale. Sarà la prima piattaforma italiana per progettare, sostenere e finanziare progetti di questo tipo: è targata Free Seas Società Benefit, start-up innovativa con sede a Trento ma che vede l'impegno in prima linea di quattro bresciani: Pietro Francesco Noci, Paride Gregorini, Marco Bogarelli e Ludovico Seppi, a cui si aggiungono i trentini Diego e Lavinia Albertini. La start-up nasce nel giugno del 2019 da un gruppo di imprenditori e professionisti che condividono la necessità di dare una risposta concreta a problemi ambientali da risolvere in tempi brevi: la società ha già ottenuto la configurazione di Società Benefit. L'iniziativa di Free Seas prevede un sistema digitale di emissione crediti (token) per il finanziamento di progetti di rigenerazione ambientale: il rilascio di token darà valore ai progetti in modo proporzionale ai benefici attuati su territori, e l'obiettivo a lungo termine è la creazione di un mercato italiano del credito per la rigenerazione ambientale, in cui i token (che attestano la rigenerazione avvenuta) vengano accettati come credito fiscale, o altra forma incentivante. Il modello di riferimento sarà una piattaforma digitale, sviluppata con modello blockchain, quindi una tecnologia di registro su rete capace di collegare blocchi di dati in concatenazione, per mezzo di crittografia avanzata. Attraverso la detta piattaforma, Free Seas emetterà 13 miliardi di token di criptovaluta «green». In tal senso in questi giorni è stata lanciata la prima raccolta fondi – info su free-seas.it o eppela.com – per finanziare la costruzione della piattaforma e realizzare un progetto pilota di raccolta rifiuti in mare, incentivando con l'assegnazione di CfER la raccolta di plastica parte dei pescherecci e il loro successivo conferimento. Una volta raggiunto il primo obiettivo, verrà effettivamente validato lo schema di valutazione dell'impatto generato da un'emergenza ambientale, in modo che sia replicabile, e avviata tecnicamente la piattaforma su cui si basa l'economia di CfER. «Vogliamo democratizzare la partecipazione – fanno sapere da Free Seas SB – aprendo a tutti la possibilità di sostenere iniziative ambientali a livello locale e internazionale. Renderemo possibile alle aziende impegnarsi per l'ambiente e la comunità in modo trasparente». L'analisi d'impatto di ogni situazione ambientale critica permetterà di calcolare il costo annuale che la stessa situazione crea alla società: acquistando i token sarà così possibile finanziare i progetti di recupero.

In collaborazione con