Di A. Arm.

«Adesso l’obiettivo è Brescia capitale verde d’Europa»

IL RILANCIO Il rettore dell’Università Maurizio Tira punta al traguardo per il 2024 21 mag 2021
Il rettore Maurizio Tira durante l’intervista all’evento di  Athesis Il rettore Maurizio Tira durante l’intervista all’evento di Athesis

Non c'è sostenibilità senza cultura. Ma non c'è cultura senza università. E quindi - il sillogismo è presto fatto - non ci può essere sostenibilità senza università. Nello specifico l'Università degli Studi di Brescia che è partner del progetto di Athesis. L'impegno di UniBs sul tema è noto da tempo. Di più: è tutto nero su bianco in un patto pubblico-privato datato novembre 2020 con un suo acronimo: «CSS - Centro Sviluppo Sostenibilità». Lo hanno sottoscritto, appunto, Università degli Studi di Brescia, Camera di Commercio, Confindustria Brescia, Gruppo A2A e Fondazione Cab. «L'Università si è inserita in questo cammino perché ha una sua strategia e considera la sostenibilità un fattore chiave - ha ricordato il rettore Maurizio Tira, intervenuto alla presentazione di «Agenda Brescia» -. Noi insegniamo la sostenibilità attraverso le discipline, lo facciamo con la ricerca scientifica e abbiamo tante soluzioni anche per Paesi a basso reddito. Facciamo sostenibilità perché siamo un'azienda, anche se il termine può sembrare improprio, che conta 16.500 persone che si muovono in città, 94% delle quali sono giovani che consumano energia e producono rifiuti. Organizzazione degli edifici, mobilità, accesso alle strutture: su questi tre aspetti possiamo essere uno degli attori che rende non solo più sostenibili gli ambienti di lavoro ma può anche fungere da esempio per altre istituzioni». UniBs è anche inserita in un network per la sostenibilità che conta 78 università italiane (su 90). «Lo scorso anno abbiamo prodotto il primo report di sostenibilità della nostra azienda, stiamo misurando le nostre performance e ci siamo posti obiettivi di miglioramento - ha aggiunto Tira -. Abbiamo edifici storici, dove il risparmio energetico è più difficile, ma anche locali più recenti su quali stiamo lavorando molto. I consumi di riscaldamento e raffrescamento stanno calando, lo stesso vale per quelli idrici grazie anche alle borracce distribuite agli studenti».

Per Università e CSS il futuro si chiama «European Green Cup». «Stiamo scrivendo la strategia dello sviluppo sostenibile della Provincia che si innesterà con quella della Regione - ha chiuso -. E stiamo preparandoci per la candidatura a European Green Cup, per cui Brescia competerà per il 2024. Ci sono tanti fronti su cui recuperare posizioni ma è una competizione che misura il trend, la derivata, se si ragiona in termini matematici. È un traguardo che siamo fiduciosi di poter raggiungere. Sarebbe bellissimo, dopo la capitale della cultura, celebrare Brescia come capitale verde d'Europa».

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