Decarbonizzazione, Brescia accelera e gioca d’anticipo

Carbon free 25 mag 2021
La centrale A2A di Lamarmora La centrale A2A di Lamarmora

A2A ha accelerato il percorso di decarbonizzazione del sistema energetico abbandonando l’utilizzo del carbone alla Centrale Lamarmora di Brescia già dalla scorsa stagione termica 2020/2021. Una decisione che ha beneficiato dello stato di avanzamento accelerato degli investimenti già effettuati per la realizzazione degli accumuli termici alle Centrali Lamarmora e Nord e dei progetti di recupero di ulteriore calore da attività industriali e dal termoutilizzatore, progetti finalizzati ad una crescente ambientalizzazione e sostenibilità dei siti produttivi. In particolare per quanto riguarda gli accumuli termici il completamento è già avvenuto alla centrale Lamarmora nel 2020, mentre gli accumuli termici presso la centrale Nord entreranno in esercizio dal prossimo ottobre. La quantità di energia immagazzinata e successivamente ceduta dal nuovo accumulo termico di Lamarmora tra ottobre 2020 e aprile 2021 è stata di 22 GWh. Questa importante decisione ha reso la stagione termica 2020/2021 la prima senza carbone, in larghissimo anticipo rispetto alle indicazioni del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha sollecitato l’uscita dal carbone in Italia nel 2025. Rispetto al 2019, già nel 2020 - durante il quale il carbone era stato ancora parzialmente utilizzato nei primi mesi dell’anno, - si è conseguito un ulteriore risparmio di emissioni di CO2 pari a circa 25.000 tonnellate. Già l’iniziale scadenza prevista da A2A - ottobre 2022 - anticipava di un triennio le indicazioni ministeriali: l’ulteriore anticipo dalla stagione termica appena conclusa costituisce così uno standard ambientale di assoluta eccellenza a livello europeo. L’addio al carbone si inserisce nel piano di investimenti da 105 milioni di euro varato per sostituire il calore prodotto dalla Centrale Lamarmora attraverso combustibili fossili (ovvero carbone e gas) con fonti più «green» e a migliorare complessivamente le prestazioni ambientali: il piano, avviato nel 2018, consentirà a regime di conseguire importanti benefici ambientali e il risparmio di 15mila TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) l’anno pari al consumo di oltre 26mila autoveicoli. La sezione cogenerativa della Centrale Lamarmora rappresenta oggi, dopo il termoutilizzatore, la seconda fonte di generazione del calore per la città e produce ogni anno tra il 25 e il 30 per cento dell’energia distribuita dalla rete di teleriscaldamento. In questo quadro risulta fondamentale l’identificazione di altre fonti «green», che possano sostituire il calore attualmente prodotto dalla centrale, quali - ad esempio - il recupero e il riutilizzo di calore industriale (prima disperso nell’ambiente) dalle acciaierie, avviato con il progetto pilota di Ori Martin (che oggi copre il fabbisogno annuo di 2.000 famiglie) e che oggi dispone di ulteriori allacciamenti ed estensioni in città, anche grazie allo sviluppo assicurato dal progetto congiunto con Alfa Acciai. Il sistema di teleriscaldamento di Brescia è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come un esempio di eccellenza a livello europeo: tra i fattori chiave di successo vengono indicati, tra gli altri, la sostenibilità ambientale, dato che il sistema evita ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 400 mila tonnellate di CO2 e il consumo di oltre 150 mila tonnellate equivalenti di petrolio, l’utilizzo di risorse energetiche locali (termovalorizzazione e recupero del «surplus heat») e la competitività dei prezzi. Negli ultimi anni A2A ha investito in interventi di miglioramento dei presidi ambientali della Centrale Lamarmora: in particolare, la centrale è stata interessata all’installazione di un nuovo sistema DeNOx per la riduzione degli ossidi di azoto e da interventi di potenziamento dell’esistente impianto DeSOx e del filtro a maniche, mentre sono state realizzate tre nuove caldaie a gas in sostituzione dei vecchi turbogruppi 1 e 2. L’impianto già oggi non solo rispetta i limiti di emissione attuali, ma è in grado di rispettare anche quelli futuri in relazione all’attesa evoluzione normativa: oggi l’incidenza della Centrale Lamarmora - come peraltro quella del termoutilizzatore - ai parametri che misurano la qualità dell’aria a Brescia è trascurabile, come dimostrato anche dal recente studio dell’Università degli Studi di Brescia. La sala di controllo e telegestione dell’impianto, inoltre, è stata completamente rinnovata, grazie ad interventi di digitalizzazione ed ammodernamento (25 km di fibra ottica posati e 2.700 i punti di elaborazione tra segnali, comandi e misure) che garantiscono semplificazioni tecniche, velocizzazione dei processi e miglioramento del monitoraggio e delle performance. Gli investimenti attualmente in corso per la Centrale Lamarmora e il termoutilizzatore si aggiungono ai 140 milioni di euro stanziati tra il 2005 e il 2017.

In collaborazione con