Verde urbano, Brescia sul podio per numero di alberi

La città green 25 mag 2021
I parchi sono anche un punto di aggregazione I parchi sono anche un punto di aggregazione

Città delle cento fontane, ma anche dei cento parchi. L'aumento di verde pubblico a Brescia è stato considerevole soprattutto tra il 1993 e il 2007: in città si è passati da 7 mq a circa 25 mq per abitante, pari a circa 4,8 milioni di mq tra parchi pubblici, aree speciali e di arredo urbano e giardini attrezzati esistenti, con 25 parchi realizzati ex novo. Sono arrivati poi il parco delle Cave e numerose altre aree verdi ad aumentare il verde pubblico di cui i bresciani possono beneficiare: la città è terza in Italia per numero di alberi ogni cento abitanti, secondo il rapporto «Ecosistema urbano 2020» di Legambiente. In testa c'è Cuneo, con 203 alberi ogni cento abitanti, seguita da Modena (114) e da Brescia, con 63. Ma secondo l'Istat, la disponibilità di verde urbano a Brescia ha un valore pro capite di 137,9 metri quadrati per abitante, il valore più alto in Lombardia. Il verde urbano è un elemento di primaria importanza per la vivibilità di una città; la sua quantità e qualità infatti, secondo importanti documenti, come la Carta di Aalborg e l’Agenda 21, sono indicatori fondamentali per misurare la qualità ambientale delle città. La città vanta tantissime aree verdi, alcune delle quali sono anche il frutto di «battaglie» di cittadini che si sono opposti a progetti a base di cemento: è il caso, per esempio, del Parco Castelli, a Mompiano, che avrebbe dovuto diventare un parcheggio e che nel 1990 fu difeso da numerose iniziative dell'allora Comitato ambiente zona nord. Storia simile anche per il Parco delle Cave, che da regno dei cavatori si è trasformato in un'oasi verde. Il più esteso tra i parchi bresciani è il Tarello, inaugurato nel giugno 2007 nel cuore della «city» e che si estende per quasi 100 mila metri quadrati, seguito dal Parco Croce Rossa a Mompiano e dal Castelli. Ma ogni zona della città ha le sue grandi aree verdi, dove i bresciani possono passeggiare, fare sport, correre e rilassarsi: tra i maggiori ci sono il Parco Ducos, il Parco Ori Martin, l'Alpini della terra bresciana a Buffalora, il Parco dei Poeti alla Badia e quello della musica al Violino, il Parco Gallo a Brescia Due ma anche il Parco dell'acqua, in cui mostre e laboratori approfondiscono il tema della sostenibilità ambientale. Ma la dotazione di aree verdi è continuata ad aumentare negli ultimi anni: tra gli interventi più recenti, quello di mitigazione ambientale a ridosso dello stabilimento Ori Martin a San Bartolomeo e il nuovo parco a ridosso del Nuovo Flaminia, nel quartiere Don Bosco. Una tale estensione di verde necessita di importanti interventi di manutenzione, con spese ingenti anche per quanto riguarda le potature dei viali alberati della città. La città è stata divisa in cinque zone, con altrettanti appalti per affidare i lavori di manutenzione dei parchi pubblici, delle aiuole a bordo strada, delle potature degli alberi e della cura dei giardini scolastici: in totale, la Loggia spende circa 3,5 milioni di euro ogni anno. Senza dimenticare i giochi per i più piccoli, che hanno bisogno di continui interventi di pulizia e sistemazione, ma anche con un occhio all'inclusione dei bambini in difficoltà: durante l'inverno, il Comune ha investito 100 mila euro per posizionare nuovi arredi e attrezzature ludiche inclusive in 9 parchi.

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