«Noi e i nostri 11 figli. Educazione e amore sono alla base di tutto»

La big family 20 dic 2022

Undici figli, 10 maschi e una femmina; quattro nipoti ma il numero è in sicuro aumento, un cane, 4 gatti e 6 tartarughe. La famiglia Begni vanta un bel bilancio di vita. Super eroi? Forse, eppure mamma Ines Pietra e papà Riccardo Begni non si sentono affatto così. Riccardo, 55 anni, è un noto barbiere del centro storico. Dalla sua barberia di via Musei racconta con grande naturalezza una vita fatta di equilibri da non infrangere, di resilienza, ma anche di tanta gioia.

«Si ricorda di me? 10 anni fa ci avevano pure proposto di partecipare alla trasmissione Sos tata, anche se in realtà non ne avevamo così bisogno»: beati loro che all'epoca, con 9 pargoli, non ne sentivano la necessità. Con Ines, 53 anni, sta crescendo una squadra che oggi comprende Alessandro, 9 anni, Gabriele, 11, Cristian, 12, Giorgia, 14, Luca, 16, Francesco 17, Federico, 20, Michele, 21, Andrea, 24, e i due più grandi già fuori casa, Simone, 31 anni, e Matteo, 33. «Dopo i primi due in realtà pensavamo di non volerne altri - racconta il super papà -. Ero preso dal lavoro, ci divertivamo e volevamo comprare casa». Infatti passano ben 7 anni prima che arrivi il terzo, dopo il quale, ancora in giovane età, la coppia cerca la femmina, che però arriva solo dopo i primi sette. La famiglia abita a Brescia, a San Polo: la taverna trasformata in una camera per quattro, sopra tre camere, 2 bagni in tutto. «Io sono il primo a usarlo la mattina perché mi sveglio molto presto - racconta Riccardo -. Avevamo stilato uno schema di utilizzo, ma non lo seguiamo perché basta che uno sgarri per creare un pretesto per tutti. Abbiamo tre quarti d'ora e ce la facciamo, stop».

I ragazzi in età scolare sono sei. «La scuola è una delle voci di spesa maggiori - denuncia il papà -: i libri cambiano ogni anno, ma spesso hanno solo la copertina diversa, una cosa davvero insensata». Anche i device elettronici sono costosi: oggi i ragazzi condividono un pc e alcuni tablet che, secondo Riccardo, sono ormai superati. «Se i ragazzi chiedono qualcosa gli spieghiamo qual è la situazione - rivela il papà -. Le cose piano piano arrivano, ma non subito. Sanno che non possiamo comprare tutto a tutti. Una volta per uno». Anche la spesa pesa sul budget, con una carrello settimanale di circa 400/500 euro, lo stesso le bollette: «Dodici docce al giorno e 6 lavatrici a settimana». Le compere, dicono, si fanno in base alle offerte, basta cercarle. Un esempio di cena? «Un chilo e due di riso o di pasta, 35 cotolette. Per il cenone saremo in 30 e mia moglie ha stabilito che farà panettone gastronomico, lasagne, tagliata e come dolce il panettone di mio figlio pasticcere con le creme». Riccardo è sereno: con il suo lavoro ce la fa sempre e se capita qualche imprevisto chiede una mano al padre o alla banca. Ai ragazzi non ha fatto mancare nulla: «Chi voleva ha sempre fatto sport, devo ringraziare il Calcio Rondinelle che ci ha sempre dato una mano. In cinque hanno avuto l'apparecchio ai denti e ora io mi sto rifacendo la bocca».

La scelta di avere una famiglia numerosa è maturata nel tempo: uno dopo l'altro i figli sono arrivati e sono stati accolti con gioia, senza pensarci troppo. «Mia moglie vive per i nostri ragazzi, del resto anche sua madre aveva 12 fratelli, ce l'ha nel dna». Vien da chiedere se ci sia un segreto. «Educazione e organizzazione sono alla base di tutto. I bambini già dai 3 anni si facevamo la doccia da soli e oggi i più piccoli si preparano i pasti in autonomia. Non so se sia così per i figli degli altri, ma i miei hanno preso l'esempio gli uni dagli altri» racconta ancora Begni. Tutti danno una mano: «Io stesso faccio i mestieri. E anche mia suocera dà una mano: ha 90 anni e ci stira ancora». Per Ines è arrivato il momento di prendersi un po' di tempo dopo vent'anni senza sosta.

Almeno fino a quando i figli le daranno altri nipotini: per ora sono solo quattro, ma i ragazzi stanno crescendo e potrebbero seguire le orme di mamma e papà. «Mah, i tempi sono cambiati - riflette Riccardo -, le persone vogliono divertirsi. Eppure dovrebbero pensare che il tempo passa e a come sarà la loro vita, da soli, quando invecchieranno. Non lo auguro a nessuno». Con una prole così abbondante il sacrificio più grande è certamente rinunciare al tempo per sé. «Quello è mancato per tanti anni, ma ora che stanno tutti crescendo la situazione sta migliorando - racconta Begni -. Mia moglie mi ha persino invitato a comprare qualcosa per me, ma non mi serve niente». E le vacanze? «Quest'anno per la prima volta siamo stati al lago in campeggio e 15 giorni in Toscana in una casa in affitto». Così in tanti, chissà come hanno vissuto il periodo Covid. «Bene, l'hanno avuto solo in tre. Strano perché di solito quando si ammala uno si ammalano tutti uno dopo l'altro, ma per fortuna mia moglie ormai è esperta come una pediatra - conclude Riccardo -. Questo virus ha fatto chiarezza: alcune famiglie si sono sfasciate, altre si sono forgiate. Per fortuna per noi è valsa quest'ultima opzione». Una biga family bresciana dunque, l'esempio di come con organizzazione, complicità e soprattutto voglia di volersi bene niente è impossibile.

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