L'approfondimento: La gestione sostenibile dell'acqua?

16 giu 2021
L'approfondimento: La gestione sostenibile dell'acqua?

Non si può realisticamente parlare di sostenibilità ambientale senza considerare la centralità che riveste il tema della gestione del ciclo idrico integrato e l'importanza assegnata tanto in ambito politico-amministrativo quanto a livello civico alla risorsa acqua, alla sua fruibilità pubblica e all'adeguamento delle reti di approvvigionamento e distribuzione. Consapevole delle criticità che contraddistinguono il panorama provinciale in materia, specialmente per ciò che riguarda le consistenti perdite di rete, i livelli di potabilità e la depurazione delle acque reflue e fognarie, il presidente di Acque Bresciane, Gianluca Delbarba, guarda ancora più lontano rispetto all'orizzonte temporale individuato dall’Agenda Brescia e proietta le sfide di efficientamento, accompagnate dai relativi investimenti, al 2045, data a cui si riferisce anche il bilancio di sostenibilità stilato dalla società pubblica concessionaria del servizio idrico integrato. «Il piano industriale d'ambito prevede interventi sul territorio per un valore complessivo di un miliardo e mezzo di euro. Una cifra ingente, per raggiungere la quale non sono sufficienti le entrate derivate dal pur indispensabile pagamento delle tariffe. Serve un'iniezione urgente di liquidità e stiamo cercando di accedere al mercato del credito», spiega Delbarba. Il tutto senza escludere a priori l’eventuale coinvolgimento in corso d'opera «di interlocutori privati che possano contribuire all’investimento», sottolinea Delbarba. La questione delle perdite è rilevante, dato che interessa almeno il 50% della rete totale, e il numero uno di Acque Bresciane non lo nasconde. «Nell’immediato non possiamo essere molto ottimisti, ma lo si può essere osservando la direzione verso cui vogliamo tendere», chiarisce. Fiducia e ottimismo prevalgono invece sul fronte della depurazione dei reflui, ma comportano comunque dei distinguo su base geografica. Se infatti da una parte la Val Trompia e i territori posti lungo il corso superiore del Mella stanno finalmente scorgendo la luce in fondo al tunnel e potrebbero presto festeggiare la fine dell’assegnazione di sanzioni per infrazioni alle norme dell'Unione Europea - grazie a «una riscrittura radicale del sistema di depurazione e un cambio di passo che pone rimedio a gestioni che hanno purtroppo sottovalutato il problema», come spiega Delbarba - dall'altra resta ancora aperta e irrisolta la partita del depuratore del Garda. «Abbiamo fatto il possibile per elaborare un progetto aperto e condivisibile, collaborando con il dipartimento di Ingegneria idraulica dell'Università di Brescia e valutando alternative che rispondessero alle richieste dei Comuni e delle associazioni ambientaliste - precisa Delbarba - Tuttavia la dimensione politica e gli interessi di parte stanno avendo il sopravvento. Le due ipotesi operative restano comunque sul tavolo, mi auguro che il sistema Brescia trovi un accordo e sappia decidere autonomamente senza dover ricorrere ad autorità esterne».

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