Le sfide "sostenibili" per Brescia

16 giu 2021
Le sfide "sostenibili" per Brescia

Sostenibilità ambientale, sociale ed economica. L’Agenda Brescia 2030 guarda alle sfide che attendono la Leonessa nei prossimi anni legando queste tre dimensioni: per fondare politiche e investimenti in funzione della tutela e valorizzazione dell’ecosistema urbano ed extraurbano, dell'uguaglianza dei diritti sul lavoro, di un patrimonio imprenditoriale obbligato ad introiettare il paradigma della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Il concetto proteiforme di sostenibilità è stato proiettato in un ampio orizzonte temporale e analizzato sotto molteplici punti di vista nel corso della tavola rotonda moderata dal vicedirettore di Bresciaoggi Piergiorgio Chiarini e dal vicecaposervizio della Cultura Gian Paolo Laffranchi. Nella cornice di senso della scommessa “green”, gli interventi dei relatori hanno suggerito la strada per dare concretezza agli obiettivi dell’Agenda Brescia (ispirati ai 17 obiettivi interconnessi dell'Agenda Onu 2030). L'innovazione tecnologica è alleata della sostenibilità in ambito agricolo e agroalimentare, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle emissioni inquinanti. Lo crede il presidente nazionale di Coldiretti, il bresciano Ettore Prandini, secondo cui «il passo decisivo riguarderà la trasformazione dei sottoprodotti nocivi in risorse da rimettere in circolo: biogas e biometano liquido da recuperare per produrre energia pulita. Mentre l'agricoltura di precisione 4.0 si servirà di sensori, droni e satelliti per combattere gli sprechi e raggiungere l'obiettivo zero emissioni». Meno propensa a mutare sulla base dei progressi tecnologici e congiunta a un tanto auspicato cambiamento di mentalità è invece la questione della parità di genere e i diritti della donna sul lavoro. Le disuguaglianze e il gap da colmare sono stati illustrati da Mariangela Ferrari, consigliera di Parità della Provincia di Brescia. «Anche se in media più istruite, le donne faticano più degli uomini a trovare lavoro», ha ricordato Ferrari, sottolineando gli ostacoli ancora presenti «nel mantenimento dell'impiego in seguito alla maternità, nella progressione di carriera e nell’accesso a ruoli apicali». Nell'ultimo anno di crisi su 101 mila posti di lavoro persi 99mila riguardano posizioni occupate da donne, più attive nei settori maggiormente colpiti dei servizi, del turismo e della ristorazione. «Serve un netto salto culturale, che liberi la donna dell'esclusività del ruolo di cura e corresponsabilizzi gli uomini», ha suggerito Ferrari. Sul tena del lavoro è intervenuto anche il presidente di Confindustria Brescia, Giuseppe Pasini. «Nella corsa verso la sostenibilità l'imprenditore vede sicuramente dei rischi, ma scorge anche delle grandissime opportunità di trasformazione - ha puntualizzato -. Bisogna però creare le condizioni favorevoli valorizzando i giovani talenti, costruendo le competenze necessarie, aggiornando i processi e collaborando da un lato con il mondo della formazione e dall'altro con le amministrazioni pubbliche, affinché promuovano dialogo e mediazione con i territori interessati da opere di rinnovamento». Last but not least il nodo della sostenibilità in ambito cittadino: tutela del verde pubblico, interventi di mitigazione ambientale, bonifiche e mobilità sostenibile. Chiamata a tracciare la rotta della Loggia, l’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli ha ricordato «la pesante eredità del passato industriale», gli 80 milioni di euro destinati alla bonifica del sito Caffaro e il graduale recupero dei parchi pubblici contaminati. «Con l'adozione del Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima, che dovrà essere approvato a breve dal Consiglio, sottoscriviamo un patto frutto di un percorso partecipativo con gli stakeholder economici e le associazioni ambientaliste, con l'intento di ridurre le emissioni di C02 e di dare risposte adattive contro i cambiamenti climatici», ha specificato Cominelli. 

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